La cura del cordone ombelicale

Hai paura di far male al tuo bambino?

Non ti preoccupare perché dopo la nascita il cordone ombelicale progressivamente si asciuga e si stacca, senza alcuna sensazione dolorifica del neonato.
La caduta del moncone si verifica da sola, in genere, tra la sesta e la decima giornata di vita.
Poi bisognerà attendere la completa cicatrizzazione dell’ombelico che avviene, di solito, entro gli 8-10 giorni successivi.
Questi tempi possono, tuttavia, subire variazioni individuali notevoli!

 

MATERIALE PER LA MEDICAZIONE:

1.       garze sterili

2.       alcool denaturato

3.       rete elastica

 

ESECUZIONE:

1.       avvolgere l’addome del bambino con la rete elastica e posarla sopra il livello dell’ombelico.

2.       prendere una garza sterile, inumidirla con l’alcool denaturato e pulire il cordone dalla base verso l’esterno in modo circolare e per tutta la sua lunghezza

3.       avvolgere il moncone con una garza sterile asciutta e con un’altra coprire la “mollettina”

4.       abbassare la retina avendo cura di rivolgere il moncone e la mollettina verso l’alto

5.       mantenere la medicazione asciutta, sostituendola in caso si bagni o si sporchi

 

QUANDO:
Ogni giorno dopo il bagnetto. Dopo la caduta del cordone, continuare a disinfettare con alcool fino alla completa cicatrizzazione.

 

Il momento del bagnetto…

QUANDO FARE IL BAGNETTO

Non esiste un momento perfetto: se il tuo bambino te lo permette potresti farlo la sera. Così il papà del bambino potrebbe aiutarti e l’acqua potrebbe rilassarlo per la nanna.

Ricorda però che sono tutti diversi i neonati: su alcuni ha un effetto rilassante, su altri ha un effetto eccitante!.

L’importante è che sia un’occasione di incontro e di interazione tra te e il tuo bambino.

 

QUALCHE CONSIGLIO

·         Prepara la stanza con un clima caldo (22°C circa).

·         Riempi la vaschetta con acqua a temperatura di 37 °C circa (immergi il gomito per controllarla).

·         Usa dei saponi neutri o a pH leggermente acido.

·         Immergi il tuo bambino gradualmente sostenendolo e insaponandolo con l’altra mano.

·         Abbi cura di asciugarlo velocemente e accuratamente perché i bambini si raffreddano facilmente.

·         Ricordati di tenere tutto il necessario a portata di mano preparandolo prima di fare il bagnetto in modo che il piccolo non rimanga mai nell’acqua da solo.

 

Quando smetti di allattare…

Quando smetti di allattare ricorda che esiste un periodo di riassestamento: lentamente la produzione di latte regredisce fino a scomparire.

 

CONSIGLI UTILI

Dopo l’allattamento scegli un reggiseno contenitivo che possa favorire la regressione del latte e farti sentire più comoda.

Si possono anche fare degli esercizi muscolari specifici per la zona pettorale, perché hanno un’azione tonificante.

 

PRODOTTI SPECIFICI

Nonostante i molti prodotti specifici in commercio, nessuno può cambiare in modo drastico la forma che il tuo seno ha acquisito con la gravidanza.

Il suo nuovo aspetto testimonia la grande novità giunta nella tua vita: diventare mamma! 

 

Le posizioni nel travaglio e nel parto

PERCHE’ FOCALIZZARSI SULLE POSIZIONI MATERNE?

Perché la posizione assunta dalla madre in travaglio interviene sui cinque fattori ostetrici che influiscono sull’andamento del travaglio stesso (le cosiddette 5 P):

  • Forza delle contrazioni (Power)
  • Canale del parto (Passage) inteso come dimensione della pelvi, mobilità articolare, elasticità del canale vaginale
  • Dimensione, presentazione e posizione del feto (Passenger)
  • Dolore (Pain)
  • Stato emozionale (Psiche)

La postura infatti interviene sulla frequenza, durata e intensità delle contrazioni, ha effetto sulla forza di gravità, condiziona l’allineamento delle ossa pelviche, interferisce con l’ossigenazione fetale, modifica la sensazione dolorosa provata dalla donna e le sue emozioni.

 

CENNI STORICI

Le più antiche raffigurazioni della nascita mostrano la partoriente in posizione eretta, accovacciata o in ginocchio.

Nella nostra cultura la posizione supina e litotomica sono invece quelle più frequentemente adottate a causa delle innovazioni che coincidono con la medicalizzazione della nascita. La posizione orizzontale si sostituisce a quelle verticali per consentire all’esperto di agire con più facilità sul perineo.

 

EUROPA

ITALIA

MEDIOEVO E FINE ‘500

accovacciata e seduta

 

 

FINE ‘500

Supina per i parti difficoltosi (figura del barbiere chirurgo)

 

1600

supina

 

 

1700

 

Posizioni diverse secondo la tradizione locale (figura della comare)

1800

litotomica

 

 

LE EVIDENZE SCIENTIFICHE

Dagli studi clinici randomizzati controllati disponibili non emergono motivi validi per incoraggiare la posizione supina durante il travaglio e il parto.

 

POSIZIONI

Premesso che l’assunzione di una posizione libera e la possibilità di movimento sono sicuramente dei fattori positivi durante il travaglio e il parto, ecco di seguito alcune posture che possono esservi d’aiuto in alcuni casi:

 Semiseduta o distesa sul fianco: favoriscono il riposo e neutralizzano la forza di gravità, quindi possono aiutare a recuperare energie in caso di stanchezza.

 Erette (seduta o in piedi): aumentano la forza di gravità, migliorano l’efficienza delle contrazioni e favoriscono la discesa del feto; possono essere d’aiuto anche in caso di dolore lombare.

 Asimmetriche (seduta, in piedi o inginocchiata con una gamba sollevata rispetto all’altra): oltre ad aumentare la forza di gravità, ampliano i diametri d’ingresso del bacino; possono essere d’aiuto in caso di dolore lombare.

 Carponi e genupetturale: riducono il dolore lombare e la pressione esercitata sul sacro dalla testa del bambino.

 Dorsali: sono sconsigliabili in assenza di precisa indicazione in quanto tendono a causare ipotensione supina, aumentano il dolore lombare e provocano contrazioni più frequenti e dolorose, ma non più efficaci.

L’allattamento al seno

Il latte materno è il miglior alimento per il tuo bambino!!! Da milioni di anni di evoluzione umana, il latte materno costituisce l’alimento più adatto ai bisogni del neonato, non solo dal punto di vista nutrizionale ma anche affettivo e psicologico.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di allattare al seno in maniera esclusiva per almeno i primi sei mesi di vita del bambino e in maniera non esclusiva successivamente allo svezzamento…
È sempre pronto, alla giusta temperatura, contiene tutti i principi di cui il tuo bambino ha bisogno per crescere e svilupparsi.
È composto principalmente da acqua: garantisce dunque l’idratazione ottimale anche in condizioni di estremo caldo, senza bisogno di far bere al bambino acqua o altri liquidi.
Se per il bambino il latte materno rappresenta un alimento insostituibile, l’allattamento al seno è particolarmente utile anche per la neomamma: la suzione stimola infatti la produzione di un ormone, chiamato ossitocina, che agisce contraendo l’utero ed aiutandolo a ritornare alle condizioni pregravidiche.

 LE PROPRIETA’ DEL LATTE MATERNO

Nutritive Il latte materno contiene proteine, lipidi, sali minerali e zuccheri in quantità e proporzioni adeguate alle necessità del tuo bambino.

Anti – infettive Il latte materno protegge il neonato dagli agenti patogeni presenti nell’ambiente esterno. Inoltre, cellule immunocompetenti contenute nel latte favoriscono lo sviluppo di batteri intestinali benefici, che aiutano il piccolo a debellare i patogeni responsabili delle gastroenteriti (coliche del neonato).

Anti – allergiche Per la presenza di immunoglobuline, il latte materno sembra proteggere il tuo bambino da allergie alimentari in età adulta: questo perché ritarda i primi contatti con gli alimenti, dando il tempo al sistema immunitario di svilupparsi.

LE 8 REGOLE PER L’ALLATTAMENTO AL SENO (OMS)

  1. Se te ne danno la possibilità, permetti al tuo bambino di rimanere con te e di attaccarsi al seno subito dopo il parto. Il colostro, il primo latte presente nella ghiandola mammaria durante i primi giorni dopo il parto, fornisce gli elementi nutritivi necessari e la protezione immunitaria contro le malattie.Precoci e frequenti stimoli alla ghiandola mammaria favoriscono le contrazioni uterine, che riducono la perdita ematica e contemporaneamente consentono un’adeguata produzione di latte.
  2. Allatta al seno frequentemente e tutte le volte che il bambino lo richiede, sia di giorno che di notte. Poppate frequenti stimolano la produzione di latte e favoriscono la soppressione della fertilità. Questa modalità è chiamata “a richiesta” e può portare, nelle prime settimane di vita, a suzioni talvolta ogni 1-2 ore. Non bisogna aspettare che il bimbo pianga per capire che ha fame. Quando il bimbo cerca col viso o accenna a succhiare, significa che è affamato.
  3. Se ne hai la possibilità, allatta esclusivamente al seno almeno fino a sei mesi dopo il parto. L’allattamento al seno esclusivo non richiede nessuna aggiunta nella dieta del bambino oltre al latte materno.
  4. Dopo i primi sei mesi, quando inizi lo svezzamento del tuo bambino, allattalo al seno prima di offrirgli altri cibi. Questa pratica permette di continuare a garantire al bambino gli elementi nutritivi ed immunitari propri del latte materno e consente, inoltre, che la produzione di latte rimanga pressoché costante.
  5. Continua ad allattare fino a due anni ed oltre. Il latte materno costituisce un’eccellente fonte di calorie e proteine non solo per il neonato ma anche per il bambino e continua a garantire una difesa immunitaria particolarmente importante anche quando sono stati introdotti altri alimenti nella dieta del bambino.
  6. Allatta anche in caso di malattia tua o del bambino. Smettere di allattare durante una malattia fa diminuire la produzione di latte. Considerato poi l’elevato apporto vitaminico e proteico del latte materno, quest’ultimo risulta particolarmente importante durante uno stato di malattia del bambino. Se la madre contrae, però, una malattia infettiva grave è opportuno consultare il medico per ricevere consigli utili.
  7. Evita l’uso di biberon, succhiotto o altre tettarelle artificiali. L’uso di tettarelle artificiali tende a diminuire inevitabilmente il tempo, l’intensità ed il desiderio di suzione al seno del bambino. Alimenti supplementari, qualora fossero necessari, possono essere somministrati con un cucchiaino o una tazzina. Si evita in questo modo di generare confusione nel neonato che in questo modo deve imparare due tipi di suzione diversi a seconda che gli si offra il capezzolo o la tettarella.
  8. Mangia e bevi in modo da soddisfare il tuo senso di fame e di sete. Non esiste un alimento o una dieta speciale che favorisca un’adeguata quantità o qualità di latte materno. Nessun cibo è proibito in allattamento.

I CONSIGLI PER UN CORRETTO ATTACCO AL SENO

Allatta il tuo bambino ogni volta che te lo richiede!!! Impara a riconoscere i suoi segni di ricerca:

  1. il bambino piange
  2. il bambino porta le mani alla bocca
  3. il bambino apre la bocca in cerca del seno materno
  4. il bambino accenna a succhiare
  5. se il bambino ha fame e qualcosa tocca la sua guancia in prossimità della bocca, egli girerà la testa verso il lato toccato aprendo la bocca
  • L’intero corpo del bambino deve essere rivolto verso di te e a contatto con il tuo corpo.
  • La testa del tuo bambino deve essere in linea retta rispetto al corpo (orecchio, spalla e anche devono trovarsi sulla stessa linea).
  • Il naso del tuo bambino, prima che si attacchi al seno, deve essere all’altezza del capezzolo.
  • La testa del tuo piccolo deve essere libera di estendersi leggermente.
  • Il viso del tuo bambino deve essere a contatto con il seno.
  • La bocca del tuo bambino deve essere ben aperta. Il bambino non deve prendere in bocca soltanto il capezzolo, ma anche buona parte dell’areola.
  • Il labbro inferiore del tuo bambino deve essere girato verso l’esterno.
  • Deve essere visibile più areola a livello del labbro superiore e meno areola a livello del labbro inferiore.
  • Le guance sono piene e non si incavano mentre il bambino succhia.
  • Puoi osservare movimenti di suzione del tuo bambino, lenti e profondi.
  • Puoi sentire suoni di deglutizione.
  • Il tuo bambino è rilassato e felice e si mostra soddisfatto dopo la poppata.
  • Non devi provare dolore al capezzolo durante e dopo la poppata.

Come termina una poppata? Quando il tuo bambino ha bevuto tutto il latte che desiderava, smette di succhiare e lascia spontaneamente la mammella. In tal caso può aver mangiato abbastanza o può essere pronto a succhiare dall’altra parte. Può capitare che il bambino si addormenti non appena lascia il seno. Ricorda: Non è utile interrompere una poppata dopo una determinata quantità di tempo staccando il bambino dal seno! Alcuni bambini si alimentano velocemente, mentre altri sono più lenti. Lascia che sia il tuo bambino a decidere quando ha finito…

 

 

Alimentazione e allattamento

Durante l’allattamento, un’alimentazione corretta ed equilibrata è fondamentale sia come garanzia di una composizione ottimale del latte, sia per soddisfare l’aumentato fabbisogno nutrizionale della neo-mamma. Durante questo particolare periodo della vita, è importante seguire un’alimentazione varia ed equilibrata per compensare le spese energetiche sostenute per la produzione di latte. La dieta dovrà quindi comprendere tutti i principi nutritivi di cui l’organismo ha bisogno.

 

Alcuni consigli…

·         Alcuni alimenti potrebbero conferire un sapore sgradevole al latte materno. Se noti che c’è correlazione tra l’assunzione di un particolare alimento ed eventuali disturbi del bambino, provare a sospendere quell’alimento per un certo periodo di tempo e osservare se il fastidio del bambino persiste oppure scompare.

·         Evita tassativamente i superalcolici.

·         Limita il consumo di caffè, tè e bevande contenenti caffeina.

·         La produzione del latte materno incrementa il fabbisogno di acqua. Bevi almeno due litri di acqua al giorno.

Un seno perfetto: si può ottenere?

Nei giorni successivi al parto puoi sentire il seno pesante, teso e caldo per l’arrivo della montata lattea. Anche la quantità del latte che produci nel corso dei primi giorni può cambiare. Sono situazioni normali che puoi vivere serenamente, con alcune attenzioni.

 

TANTO E POCO

Nelle prime settimane puoi avere la sensazione di produrre poco latte o ti può capitare di sentire il seno ancora pieno al termine della poppata. Quello che vivi è normale! Tutto ciò fa parte di un periodo di assestamento in cui l’interazione tra la suzione del tuo bambino e l’attività del tuo seno fa sì che si produca la quantità di latte perfetta: adeguata alle esigenze del tuo bambino.

 

Alcune attenzioni

Se sei in queste situazioni, stai tranquilla perché presto raggiungerai un equilibrio.

Nel frattempo, se tu fossi nella fase in cui senti di produrre poco latte, potresti far succhiare più spesso il tuo bambino. Infatti è proprio lui che, attaccandosi al seno, stimola una maggiore produzione di latte. Comunque non ti preoccupare perché il colostro che produci dà a tuo figlio le energie necessarie ai suoi bisogni.

Se invece dopo la poppata sentissi ancora il seno pieno, potresti aumentare la frequenza delle poppate e, quando il bambino ha finito di succhiare, potresti fare degli impacchi con acqua calda al seno o una bella doccia calda e spremere con le dita il latte dal seno fino a quando non lo senti più morbido.

 

MONTATA LATTEA

Ad un certo punto, nella prima settimana dopo il parto, ti potresti accorgere che il tuo seno è più pesante, caldo e teso: sono i segni della montata lattea! Il colostro si è trasformato in latte maturo, perfetto per soddisfare le nuove esigenze del tuo bambino.

 

Alcune attenzioni

Per alleviare il senso di tensione e pesantezza indotto dalla montata lattea potresti fare degli impacchi con acqua calda al seno e aumentare la frequenza delle poppate. Ricorda che si tratta di una situazione transitoria, funzionale a un buon adeguamento ai bisogni del tuo bambino.

Se però ti dovessi accorgere che il tuo seno da pesante e teso diventa duro o noduloso e che hai la febbre, rivolgiti a professionisti competenti: potrebbero essere segni di mastite o ingorgo.

Se nonostante tutte le attenzioni i tuoi capezzoli si screpolano, puoi intervenire nel modo seguente:

·         Lava il seno una volta al giorno con acqua e un sapone con un profumo no troppo forte. In questo modo tuo figlio no sarà ostacolato nel riconoscere il tuo seno.

·         Mantieni i capezzoli scoperti più tempo che puoi.

·         Tra tutto ciò che puoi applicare al tuo seno, il latte di fine poppata è quello con maggiore capacità cicatrizzanti ed emollienti. Per questo è una buona abitudine spalmarlo sul capezzolo alla fine di ogni poppata.

·         Anche creme e unguenti specifici possono ostacolare il riconoscimento del seno e non sempre sono efficaci nella prevenzione e cura delle screpolature.

L’allattamento artificiale

Se ci si orienta verso l’allattamento artificiale è importante tenere a mente alcuni espedienti che rendono il momento della poppata ugualmente gratificante e stimolante per il neonato.

Per non negare al bambino un po’ di intimità potreste ad esempio allattarlo tenendolo a contatto con la vostra pelle, mentre per stimolare la sua capacità di apprendimento sarebbe opportuno che la tettarella del biberon assomigliasse il più possibile a un capezzolo. Prendetela quindi diritta, non a ciliegia, e con fori molto piccoli così che il neonato sia costretto ad aspirare forte per far fuoriuscire il latte. Usare in un determinato modo bocca, labbra, mascelle e tutto l’apparato fonatorio apporta infatti il giusto stimolo per un corretto sviluppo facciale e per la preparazione al linguaggio.

 

TIPI DI LATTE

Latte in polvere: devono essere prescritti dal pediatra. È importante conservarli in luogo fresco e asciutto (prestare attenzione ad eventuali alterazioni nel colore, nell’odore e nella consistenza) e diluirli nel modo corretto, come indicato sulla confezione.

Latti vegetali: generalmente di soia, si preparano in modo simile al latte in polvere.

Latte sterilizzato (UHT): per il trattamento di sterilizzazione possiede un valore nutritivo minimo; per questo motivo è sconsigliabile nell’alimentazione infantile.

Latte vaccino: va diluito con acqua e, possibilmente, mucillagine di cereali. Poiché è pastorizzato, non va bollito, ma sarebbe bene non utilizzare una confezione aperta da più di due giorni.

Latte di capra: è il più simile come composizione al latte umano e può essere dato al bambino senza necessità di particolari preparazioni. Va comunque sempre scelto con la consulenza di un pediatra.

 

COME DARE IL BIBERON

Il biberon va tenuto inclinato, per non fare entrare aria nella tettarella e causare aerofagia nel bambino.

È importante poi cercare di alternare la posizione durante le poppate, tenendo il biberon una volta a destra e una volta a sinistra: questo facilita infatti lo sviluppo bilaterale equilibrato del neonato.

Quando avete terminato la poppata, tenete il vostro bambino in braccio in posizione verticale per almeno dieci minuti, in modo che possa espellere l’aria ingurgitata con meno fatica.

 

COME PULIRE IL BIBERON

Il biberon va pulito subito dopo la poppata, con sale grosso e sapone e uno spazzolino per bottiglie (da utilizzare esclusivamente a questo scopo), evitando i detersivi.

Fino al sesto mese è poi necessaria la sterilizzazione del biberon, preferibilmente con la bollitura.

Lo svezzamento

Lo svezzamento è un percorso a tappe che va cominciato dopo i sei mesi di vita del bambino. Prima, infatti, gli enzimi prodotti non sono ancora in grado di scomporre gli alimenti, ad eccezione della lattasi che scompone il lattosio. Potrebbero quindi scatenarsi intolleranze o allergie alimentari.

Per iniziare lo svezzamento scegliete un periodo in cui il bambino stia bene, sia lontano dalle vaccinazioni obbligatorie e non debba subire cambiamenti improvvisi.

Ogni nuovo alimento deve essere introdotto iniziando con una piccola dose, aumentata giorno per giorno quando siete certi che sia ben accetto e digerito dal bambino. Se scegliete di introdurre gli alimenti nuovi nel pasto di mezzogiorno sarà più facile per voi osservare le reazioni del piccolo al nuovo cibo (come rigurgiti e coliche) così da tenerne conto nei giorni successivi.

 

I luoghi della nascita

Attualmente in Italia quasi tutti i parti avvengono in ospedale perché, salvo pochissime eccezioni, è l’unico luogo previsto gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale. Tuttavia, è anche possibile rivolgersi a équipes di ostetriche libero professioniste per l’espletamento del parto a domicilio. Infatti, quando non sussiste alcun fattore di rischio, potete scegliere il luogo che più vi rassicura tra le offerte intraospedaliere ed extraospedaliere con la stessa sicurezza. Le ostetriche si rendono reperibili dalla trentunesima alla quarantaduesima settimana e seguono il travaglio, il parto e il puerperio a domicilio con criteri assistenziali internazionali e comunque collaborano con un ospedale e medici specialisti nel caso insorgessero dei problemi.

Nel caso optiate per il parto in ospedale, le scelte possibili sono tra:

  • OSPEDALE DI TERZO LIVELLO: attrezzato per le grandi patologie ostetriche, è utile quando ci sono rischi effettivi in gravidanza o nel parto
  • OSPEDALE DI SECONDO LIVELLO: attrezzato per le patologie di gravità media (le più comuni)
  • OSPEDALE DI PRIMO LIVELLO: in genere piccolo, attrezzato per il parto fisiologico e il taglio cesareo.

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